Tipologie di costi

/ / Documenti

Dopo aver brevemente descritto i grandi vantaggi informativi di un conto economico gestionale rispetto ad uno civilistico, si andrà ora a descrivere brevemente le caratteristiche principali dei costi. Comprendere le dinamiche dei costi aziendali è fondamentale per un controllo efficace e per una corretta allocazione degli stessi in sede di definizione del costo di prodotto/servizio.

Per costo si intende il valore dei beni e servizi, espressi in moneta o altra unità numeraria, utilizzati per la produzione o l’acquisto di un bene o servizio. La determinazione del costo di produzione di un bene o di un servizio erogato può avvenire secondo varie modalità. A titolo esemplificativo si può ricavare il costo industriale di un prodotto oppure un costo più “allargato” che considera al proprio interno oltre ai costi industriali anche costi commerciali di vendita, di distribuzione, di promozione, costi generali ed amministrativi. La trattazione delle varie modalità con cui si può ricavare il costo di un prodotto o di un servizio sarà oggetto di un post specifico. Ad ogni modo il costo di un bene o di un servizio è distinto dal prezzo di vendita che rappresenta invece il valore di mercato del bene o del servizio, cioè il valore al quale viene ceduto. Ma come possono essere classificati i costi? Una prima classificazione può essere quella che identifica i costi in fissi, semi-variabili e variabili.

Costi fissi, semi variabili e variabili

I costi fissi sono costi indipendenti al variare di un certo output (ad esempio due output classici sono i volumi di produzione o di vendita). Non vi è quindi una relazione di causa effetto tra la variazione del costo e quella dei livelli di output. Esempi di costi fissi sono i canoni di locazione, le assicurazioni, le consulenze, i costi di formazione.

I costi semi variabili sono costi che sono in parte influenzati dall’output. Una quota del costo si presenta infatti anche in assenza di output mentre la rimanente quota ha ragione d’essere e varia solo in funzione dei livelli di output. Esempio classico di costo semi variabile è l’energia elettrica.

I costi variabili sono costi direttamente proporzionali ad un certo livello di output. Questa tipologia di costi non esiste in assenza di un certo output e varia al variare del livello di output. Esempio di costo variabile sono le provvigioni, i costi di trasporto, i consumi di materie prime o componenti.

Un’ulteriore classificazione identifica i costi in diretti ed indiretti.

Costi diretti ed indiretti

I costi diretti sono costi imputabili in maniera univoca e certa ad un solo oggetto di costo (ad esempio: un prodotto, un reparto, uno stabilimento, ecc.).

I costi indiretti si riconducono invece a due o più oggetti di costo. Si tratta cioè di costi comuni a più oggetti di costo (ad esempio i costi generali ed amministrativi, le spese di pulizia, i costi di affitto di uno stabilimento se si volesse allocare il costo per reparto). I costi indiretti possono essere ripartiti ai vari oggetti di costo da cui scaturiscono utilizzando dei criteri specifici di ripartizione dei costi.

I costi fissi, semi variabili e variabili possono essere diretti o indiretti e viceversa.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail